Nell'alta valle del Chienti, Pievebovigliana era famosa fin dal neolitico.
Abbondanza di acque, la fertilità della terra, il clima salubre, la posizione favorevole erano caratteristiche che hanno attratto i primi insediamenti dei Galli. La civiltà gallica, legata al culto del bove, diede il nome a questa Plebs.
Dopo i Galli, i Piceni lasciarono tracce profonde e molti resti sono raccolti nel museo comunale "Raffaele Campelli". I Romani ne fecero un centro di collegamento viario importante e ancora si possono osservare tra l'altro le fondamenta di un ponte (I sec. D. C.) dalle quali è stato ricostruito un ponte medioevale (sec. XIII) ancora oggi osservabile in località Pontelatrave.
Carlo Magno, il dominio longobardo e quello carolingio contribuirono a valorizzare architettonicamente questa località (Chiesa plebale S. M. Assunta e cripta romanica, Chiesa di S. Giusto). Sorsero le chiese plebali e il nome fu completato in Pievebovigliana. Durante il periodo delle Signorie, Pievebovigliana fu sotto il dominio della potente famiglia da Varano di Camerino, di quell'epoca resta il poderoso Castello di Beldiletto, le mura del Castello, la torre Colombaia e Palazzo Marchetti fatti risalire al sec. XIII-XIV.
Pievebovigliana è da ricordare anche per la Chiesa di S. Francesco, sorta per volere del santo durante il suo passaggio, con un ciclo di affreschi di notevole valore.
Pievebovigliana oggi non ha perso la memoria del suo passato. La gente ha preferito non seguire l'ondata migratoria verso la città ed è profondamente convinta di vivere in un ambiente incontaminato,sereno e genuino nei valori. Il paese ha una struttura economica tradizionale di tipo agricolo-artigianale. Pievebovigliana è rinomata in tutta Italia per la produzione di liquori, per la tessitura al telaio su disegni antichi, per la lavorazione artigianale del legno e del miele.
Ringraziamo il Sindaco di Pievebovigliana Sandro Luciani e la pro-loco per tutto il materiale fornito per la costruzione del sito.
|